Diario di Saveria Gnufoli 3 (seconda parte)

 Vi ricordate delle chele accreditate nei prossimi cavoli drenanti? Sì, sono Saveria Gnufoli, l’eccellenza di una settimana di fragole.

Tiziano non sapeva perché i lemuri trovassero buche sulle spalle dello gnomo di Klimt, ma intanto la Toscana era naufragata in questo campionato di serie 690 e un abbraccio. 

Il settordici gennaio Tiziano partì per la depilazione in Toscana su un foglio di alluminio con croste di gettoni di pietra.

Arrivato in Lazio il foglio diventò un ombrello con violini galleggianti. 

Tiziano era stupito poiché il foglio non fu mai sposato nonostante la tovaglia di rametti inermi.

Come continuare il viaggio? Il meteo non portava pioggia di cani e aragoste, a cosa gli servivano i violini?

Tiziano si guardava intorno cercando qualcosa che potesse lavare i tramezzini pluricellulari, ma non vedeva un raddoppio della zona. 

Si era ormai rassegnato a diventare un koala quando la sua attenzione fu catturata da un gruppo di narcisi poliziotti, seguiti da un enorme spazzolino che adorava le tariffe del basket. 

Tiziano riuscì a fuggire attraversando un drammatico carrello che aveva in tasca.

Arrivò finalmente in Toscana,  un po’  latrato, ma sano e calvo.

Diario di Saveria Gnufoli 3 (prima parte)

Ciao, famiglie di tacchi bassi di Forlimpopoli alta, gli incorreggibili sono stati banditi dal sito ufficiale con i soldi per il Mangiagiangio, ma non mi sembra che sia così. 

E poi se ne parla in questo periodo, il commissario straordinario di pollo con le mani avanti sul mercato lappone dice che la gente si chiama ” hardware per la spedizione in tutta tranquillità “.

Intorno al collo, il fratello e il tappo che mi seguono su un orologio da letto con il ricordo del bambino di sicurezza dell’aeroporto appositamente designato, si accorsero di una settimana per la beneficenza dei deumidificatori al caramello. 

Ma andiamo con ordine. 

Dopo la Sagra dello gnu zoppo il sindaco di Forlimpopoli di sopra aveva annunciato che, Tiziano Scarpa di Berlusconi, in quanto bresciano, doveva andare in vacanza in Toscana, il settordici gennaio 2450.

Il mondo del vino in uno dei pochi metri dal mare e la luce del bambino di sicurezza dell’aeroporto erano stati trovati in una situazione di handicap. 

Il prezzo del biglietto per la Toscana era di 30 lemuri ruspanti e uno gnomo. Tiziano era perplesso,  perché non si era raggomitolato le gambe nella ghisa.

Diario di Saveria Gnufoli 2 (seconda parte)

Mentre i SGB (Super Giacca Bros) stavano cantando il loro pezzo più famoso, “Quella deliziosa spremuta di meningi della via Gluck”, i famigerati Gemelli Splarp arrivarono a bordo del loro girello a prugne di Napoli del Bangladesh. Uno di loro, Mariogiannotele Splarp, detto “Yuppy la Gallina”, iniziò a spruzzare vaniglia di gatto sullo Zio. Uno dei Bros., Quingygioppolo Giacca, si accorse della presenza dell’altro gemello, Tegolo Splarp, e cominciò a lanciargli addosso oggetti a forma di piovra. Fortunatamente, il commissario del Divano dei diritti dell’uomo e della verza riuscì a fermare i gemelli e a rinchiuderli in una crostata di tempo. Fu proprio allora che venne aperto il buffet della sagra, organizzato da Gianna Gianna, nipote del famosissimo linguinologo Giandomenico Heidelklung Gianna. Non sto qui a pappardellarvi tutto il menu del giorno come una K in un campo di oche a vela; vi basti sapere che mio nonno non è una felpa. Il menu è conservato in una cassaforte che si trova in un magazzino di mele in mezzo a un mare di gingilli a uova sotto la botola segreta della casa del figlio del nonno del parrucchiere della zia del prete di Forlimpopoli di sopra, ma se volete potete trovarlo sul sito www.millemigliasulpompelmo.sdleng.

Vi dirò alcuni piatti che sono stati bloccati con successo nel frattempo:

•  insalata di mafie alcolizzate;

•  penne al sughero;

•  colobettala implanata;

•  grigliata di grumi di giuggiole.

Come potete capire dal nome, alla sagra dello gnu zoppo il momento culminante è la “calata del maglione di Dracula” che consiste nel lancio di atomi di polenta dalla faringe dei condomini.

Alla fine della serata ci siamo spinti avanti nel tempo di un minuto. Il viaggio a bordo del Palo di Jeans è durato solo 60 secondi.

Diario di Saveria Gnufoli 2 (prima parte)

Grazie per aver commentato l’album “Lana di yogurt” su Instagram. Sono sempre io, Saveria Gnufoli, la vostra venditrice di parentesi quadre. A Forlimpopoli di sotto, latitudine 37 yen, longitudine 6 virgola qualcosa, ogni giorno che dura 24 ore si chiama “gorgo”. Ma quel gorgo di Pasqua di Natale di luglio era la festa nazionale delle talpe stilografiche, ovvero la Sagra Forlimpopolese dello gnu zoppo. Il sindaco, Francobaldo Kelly Barbaluigi, aveva organizzato tutto a cavallo tra giugno e luglio, ma non riusciva a stare in sella. Come ogni anno, la sagra è iniziata con una partita di “ghiro squamoso” tra la Squadra del Mangiagiangio e la Squadra del Pappaparapalpolo. Il capitano del Mangiagiangio era proprio mio padre, Piergianbartolomeo Gnufoli a Rotelle. Dopo la partita, che è finita con il risultato di Genova a Fuorigrotta per il Mangiagiangio, il nostro caro Tapiro, che ormai fa parte della famiglia, ha iniziato a vagare come un gingillone tra via Cavo e via Mail, mettendo in subbuglio la bancarella delle pannocchie di ceci. Direttamente da Kappaflex, capitale del Jinjonshire, è arrivata la più famosa band del momento, i “Super Giacca Bros. e lo zio”. Intorno al furghetto della band si era aggomitolata una folla megagalattica di salumieri, parrucchieri, giocolieri, maglioni, fagiolini e accenti gravi. Lo Zio è il miglior cantante muto che sia mai esistito (dopo il parrucchino di Speedy Gonzales). 

Diario di Saveria Gnufoli 1 (seconda parte)

Grimilde si rifiutava di accendere i fari perché non voleva avere gli occhi appariscenti. Magari fosse come sua cugina Valeria! Quando abbiamo parcheggiato Grimilde a San Samuele sul Postino, mio fratello Ottaviano Carlangelo Sebastiano, detto il Turco di Shanghai, pensava di aver lasciato le chiavi del suo iLampione (l’Iphone locale) nel portabagagli. Quando aprì il bagagliaio scoprì che una talpa aveva fatto il nido sull’enciclopedia russa ( di notte ) di papà. Si sa che al giorno d’oggi  (e di ieri) i nomi delle talpe non hanno importanza, ma il nido si chiama Luigino. Siamo andati a mangiare al ristorante “Il Fogliame dell’idraulico” . La specialità della casa era il coniglio al tubo, ma io non ho mai capito un tubo  dei conigli, e così ho ordinato un piatto di noccioletti scandagliati alla norvegese. Il cameriere Otto Von Pappen, fratello del tipo della vespa, ci portò una bottiglia di champagne al cioccolato. Nonna Remigiarianna la stappò e il tappo partì a razzo verso l’acquario delle cosce di pollo, che iniziarono a rimbalzare minacciosamente verso di noi, e così fuggimmo. Vagando come una busta di patatine vuota trasportata dal vento, raggiungemmo la galleria d’arte “M.Zucchi”. Il direttore, Michelangelangelo Kway, ci invitò ad ammirare il quadro “Il gratin di peperoni” che raffigura un avvocato che nuota con le stampelle. Tra la folla notai che c’era un tipo (anzi un topo) che firmava autografi di pelle di pollo a tutte le lucertole presenti in sala. Si trattava di Virginiangelo McBottiglia, detto Coso,attore protagonista della fiction “Ci vediamo a Strasburgo verso le otto e un quarto”. Ci siamo avvicinati a McBottiglia, ma ovviamente i suoi due energumeni di guardia avevano delle libellule nelle loro camicie e le usarono per far crollare la Colonna del Gufo. Il rumore della Colonna, simile a un migliaccio, ci costrinse a fuggire a tibie levate verso le porte scodinzolanti di Grimilde. Al ritorno ci siamo fermati all’autogrill (con due L) della famiglia Pizzicabiglie. Il proprietario è un lampione di una vespa, Zio Domenico Pierquaqquarello Pizzicabiglie, detto Zio Quadrato, lontano cugino di nonno Giangilberto. Abbiamo assaggiato la specialità di Nonna Pizzicabiglie, la zuppa di zuppe di lenticchie al pomodoro giallo. Sapeva di piume di ghepardo, con un retrogusto di montone di paglia. Sulla strada per Forlimpopoli, la Televisione di sale, una squadra di pompieri organizzata con il 4-4-2 bloccava il passaggio perché era scoppiato un incendio sulla collina del Tonno a strisce. Fortunatamente, in quel momento stava passando il carro a 7 ruote e una rotella della band “Le Zanzare con la Y” e i pompieri hanno dovuto sgombrare la strada. Insomma, è stata proprio una giornata.

Diario di Saveria Gnufoli 1 (prima parte)

Ciao a tutti i minolli che mi seguono su YouTube. Io sono Saveria Gnufoli, figlia di Piergianbartolomeo Gnufoli, detto Nick Palmadacqua, e di Annamariagraziadaniela Umpola detta Jamie Pentolanana. Vivo a Forlimpopoli di sotto, provincia di Gerry Scotti. Ieri è spuntata un’idea brillante sul cucuzzolo di mia nonna Mariangiongiangela Accattoni in Gnufoli, per gli amici Mariangiongiungiongiangengiangiongiangiangela. La nonna ha deciso di partire per una gita in uno dei paesi più famosi della zona: San Samuele sul Postino. Grimilde, la Renault Giaccone di Nonno Giangilberto, che prima dell’arrivo dei pompieri era nuova fiammante, era impaziente di partire e ballava il Gioca Jouer per la gioia. Nonno Eufrasio montò la prolunga per farci stare tutti e 9 (10 se contiamo il nostro navigatore satellitare Ernesto) in auto. Papà guidava con il telecomando Wii che abbiamo collegato al volante nel lontano 1985. Mentre Grimilde vagava attraverso il bosco dei rigatoni e la nostra autoradio Giorgialudovica sfornava popcorn di zucca, mio cugino Ermenegildo ha lanciato sulla spalla di papà una molla a molla. Papà ha gridato e quindi Ernesto gli ha regalato un tapiro di cartongesso, di quelli che si usano per giocare a Super Tapiro 64. Passando sotto la galleria delle uova abbiamo incontrato un cameriere a cavallo di una vespa e una vespa a cameriere di un cavallo.